Il mercato del lavoro veneto nel terzo trim. 2017

Dopo la crescita straordinaria delle posizioni di lavoro dipendente sviluppatasi nel 2015 (+43.400 posizioni di lavoro rispetto alla fine del 2014), trainata dalla decontribuzione e per questo concentrata nei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, nel corso del 2016 si era osservato un progressivo rallentamento della performance occupazionale all'interno comunque di un trend sempre positivo. A fine 2016 la crescita del lavoro dipendente rispetto a fine 2015 era risultata pari a 33.400 posizioni, con un ruolo centrale dei rapporti di lavoro a tempo determinato, il cui stock era stato via via ricostruito dopo il parziale svuotamento intervenuto nel 2015 a seguito dello spiazzamento dovuto agli incentivi alle assunzioni e alle trasformazioni a tempo indeterminato.

Nel corso del 2017 queste direzioni di sviluppo si sono confermate. La crescita tendenziale delle posizioni di lavoro è tuttora assai consistente: +39.400 al 30 settembre 2017 rispetto al medesimo momento del 2016, nonostante il rallentamento congiunturale rispetto a giugno (allora la crescita tendenziale risultava pari a 52.200 unità). Sommando i risultati ottenuti negli ultimi tre anni, a far data dall'inversione di tendenza registrata tra il 2014 e il 2015, si evidenzia un incremento in Veneto di circa 93.000 posizioni di lavoro.

La crescita dell'ultimo anno è ascrivibile in leggera prevalenza alla componente maschile (+22.400 contro +17.000 per le donne). Buona la performance della componente straniera (+10.800).
La crescita delle posizioni di lavoro ha interessato diffusamente i comparti produttivi. Risulta concentrata nei servizi (+28.400) trascinati da commercio-turismo (+12.500) ma positivo è anche il dato complessivo dell'industria (+10.300). Tra i pochissimi settori con saldo annuo negativo si segnalano i servizi finanziari e il tessile-abbigliamento (circa un migliaio di posizioni di lavoro in meno nel giro di un anno).

La dinamica tendenziale positiva delle posizioni di lavoro dipendente è dovuta al proseguimento di un ottimo trend dei flussi di assunzione: 228.900 nel terzo trimestre 2017 contro 191.500 nel terzo trimestre 2016. Il rallentamento congiunturale è invece dovuto alla forte crescita delle cessazioni: 244.600 contro 194.100.

 

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