Il mercato del lavoro veneto nel secondo trim. 2020

In riferimento all'insieme dei rapporti di lavoro dipendente, il saldo tra assunzioni e cessazioni rilevato nel secondo trimestre del 2020 risulta negativo e pari -6.700 unità; esso documenta inequivocabilmente gli effetti della crisi registrati a partire dalla fine di febbraio con l'avvio della pandemia. Tale bilancio trimestrale negativo, che rappresenta un dato eccezionale mai registrato in passato in questo periodo dell'anno, è in larga parte esito dapprima del mancato avvio delle attività stagionali legate alla Pasqua e poi del parziale e tardivo avvio di quelle estive. Questo risultato è l'esito principalmente della riduzione dei flussi di entrata nell'occupazione, in particolare di quelli stagionali: infatti, nel confronto con il 2019 le assunzioni segnano una caduta del -49%, attestandosi a 113.800 unità, mentre le cessazioni flettono del -36,5%.

La dinamica delle posizioni di lavoro, considerate su base annua, marca un segno fortemente negativo, pari a oltre -40.700, una caduta inferiore per intensità solo a quella del terzo trimestre del 2009 (-45.800). Sicuramente queste sono le conseguenze del Covid-19, ma in effetti rappresentano anche una brusca accelerazione rispetto ad una tendenza al rallentamento della fase espansiva che era già in atto da tempo: i quattro trimestri del 2019 presentavano un saldo positivo superiore alle 30.000 unità, e progressivamente calante, mentre i precedenti superavano le 40.000.

 

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