Il mercato del lavoro veneto nel secondo trim. 2017

Dopo la crescita straordinaria delle posizioni di lavoro dipendente sviluppatasi nel 2015 (+43.000 posizioni di lavoro rispetto alla fine del 2014), trainata dalla decontribuzione e per questo concentrata nei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, nel corso del 2016 si era osservato un progressivo rallentamento pur confermando il proseguimento di un trend positivo: a fine anno la crescita del lavoro dipendente rispetto a fine 2015 era pari a 33.000 posizioni, con un ruolo centrale dei rapporti di lavoro a tempo determinato, il cui stock era stato via via ricostruito dopo il parziale svuotamento del 2015 a seguito dello spiazzamento dovuto agli incentivi alle assunzioni e alle trasformazioni a tempo indeterminato.

Nel corso del primo semestre 2017, come già messo in luce nell'edizione della Bussola del maggio scorso  relativa al primo trimestre, queste direzioni di sviluppo si sono ancora accentuate, determinando una crescita tendenziale assai elevata: le posizioni di lavoro al 30 giugno 2017 risultano pari a +51.000 rispetto al medesimo momento del 2016. Si tratta della dinamica su base annua più elevata registrata dal 2008, vale a dire il momento che ha segnato il massimo livello occupazionale pre-crisi. Tanto che le posizioni di lavoro attive alla fine del secondo trimestre 2017 risultano finalmente - dopo esattamente 9 anni – superiori al livello registrato a giugno 2008: +27.000.

La crescita dell'ultimo anno è ascrivibile in leggera prevalenza alla componente maschile (+27.000 contro +24.000 per le donne). Buona la performance della componente straniera (+16.000). La crescita ha interessato diffusamente tutti i comparti produttivi (agricoltura +3.000, industria +12.000, servizi +36.000). Tra i pochissimi settori con saldo annuo negativo si segnalano i servizi finanziari e il tessile-abbigliamento (poco meno di un migliaio di posizioni di lavoro in meno nel giro di un anno).

La dinamica positiva delle posizioni di lavoro dipendente è dovuta soprattutto all'ottimo andamento dei flussi di assunzione: 233.000 nel secondo trimestre 2017 contro 192.000 nel secondo trimestre 2016. Rilevante ma inferiore, in valori assoluti, la crescita delle cessazioni: 190.000 contro 162.000.

I flussi risultano trainati dai nuovi rapporti a tempo determinato (140.000 assunzioni nel secondo trimestre 2017 contro 114.000 nel secondo trimestre 2016), in crescita tendenziale del 22%, crescita superata comunque dal somministrato (58.000, +26%). La dinamica maggiore, in termini percentuali, è stata però registrata dall'apprendistato: +28% (13.000 nuove attivazioni). Per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato si osservano variazioni nettamente più contenute: a fronte di una sostanziale stabilità delle cessazioni si registrano lievi incrementi sia per le assunzioni che per le trasformazioni; essi sono stati sufficienti a riportare il saldo tendenziale annuo su valori positivi: +2.000 unità.

A livello di contratti il dato più eclatante è comunque quello relativo ai contratti di lavoro intermittente (job on call) più che triplicati: 24.000 nel secondo trimestre 2017 contro 7.000 nel 2° trimestre 2016. E' stata questa la risposta di una buona parte delle aziende, soprattutto di quelle attive nei comparti del commercio e del turismo, alla soppressione dei voucher.

 

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