Il mercato del lavoro veneto nel primo trim. 2018

Archiviata la crescita occupazionale straordinaria del 2015 che ha avviato il recupero verso i livelli pre-crisi, gli anni seguenti hanno consentito di chiudere il gap: a partire dal primo trimestre di quell'anno le posizioni di lavoro sono aumentate di oltre 170.000 unità, recuperando le perdite innescate dalla grande recessione esplosa nel 2008 e raggiungendo nuovi massimi occupazionali.

Come è usuale ad inizio d'anno, il primo trimestre 2018 si è chiuso con un saldo positivo, +53.200, risultato migliore rispetto a tutti i trimestri corrispondenti dal 2009. La crescita è stata soprattutto a carico della componente maschile (+33.500) e di quella italiana (+35.600).

La notevole effervescenza del mercato del lavoro regionale si è tradotta in un elevato numero sia di assunzioni (224.900) che di cessazioni (171.800): si tratta dei valori più elevati registrati nel primo trimestre a partire dal 2008.

Il bilancio del trimestre risulta positivo per il tempo indeterminato, +10.531, anche in funzione del forte incremento delle trasformazioni – particolarmente agevolate per gli under 36 con il nuovo incentivo triennale disposto con la legge di stabilità 2018 (l. 27 dicembre 2017, n. 205) - che hanno superato quota 16.000, raddoppiando quelle del 2017. Buona anche la dinamica dell'apprendistato, con una forte crescita delle assunzioni (+26%) che conferma i segnali di ripresa già osservati precedentemente. I contratti a tempo determinato fanno registrare un nuovo rafforzamento delle assunzioni (+14% rispetto allo stesso periodo del 2017) raggiungendo le 123.000 stipule. La dinamica espansiva del lavoro somministrato vede un ulteriore incremento delle assunzioni (+18% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente) che raggiungono le 61.300.

Al 31 marzo 2018 i disoccupati disponibili presso i centri per l'impiego risultano essere poco più di 312.000 di cui il 55% donne, maggioritarie sia tra gli autoctoni che tra gli stranieri i quali nel complesso pesano per il 26,5%. Predominano gli adulti (53%), seguono i giovani (25%) e i senior (21%). ll raffronto con il trimestre precedente segna un incremento di circa 12.000 unità (4%).

 

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