Common Ground
Azioni interregionali di contrasto allo sfruttamento lavorativo e di sostegno alle vittime
Il progetto COMMON GROUND è stato finanziato a valere sul PON Inclusione (FSE) 2014/2020 e sul PN Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027. Il capofila del progetto è stata la Regione Piemonte e il partenariato interregionale era composto dalle Regioni Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria e Veneto. La Regione del Veneto ha individuato quale partner territoriale Veneto Lavoro assieme a Comunità dei Giovani S.C.S. e Università di Verona. Il progetto ha previsto la realizzazione di interventi di supporto all’integrazione sociale, sanitaria, abitativa e lavorativa di cittadini di paesi terzi vittime e potenziali vittime di sfruttamento lavorativo.
Veneto Lavoro, tra ottobre 2024 e marzo 2025, ha realizzato l’attività di potenziamento dei CPI, che si è concretizzata tramite l’individuazione di professionisti esterni inseriti in 6 ambiti territoriali (Padova, Treviso, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza). Le attività realizzate sono state:
- Incontri informativi all’interno dei CPI con i Case Manager per presentare il progetto Common Ground nel suo complesso e per approfondire l’utilizzo degli indici di sfruttamento in fase di colloquio, al fine di individuare vittime e/o potenziali vittime di sfruttamento lavorativo. Complessivamente, sono stati realizzati 25 incontri, di cui uno registrato e messo a disposizione degli operatori dei CPI.
- Colloqui individuali finalizzati a rilevare eventuali indici di sfruttamento, ad approfondire le competenze e i bisogni, a ricostruire il progetto migratorio, a orientare e indirizzare rispetto al mercato del lavoro legale e alle politiche attive.
- Laboratori all’interno dei CPI e sul territorio finalizzati a informare in merito al mercato del lavoro, all’iscrizione ai CPI, alle politiche attive e ai canali di ricerca di lavoro, allo sfruttamento, ai diritti, alla busta paga, all’accesso al welfare, etc.
Complessivamente, tra laboratori e colloqui individuali, sono state informate 618 persone. Di queste, 410 hanno ricevuto un supporto individualizzato (e trovano riscontro nel portale di progetto).
Inoltre, tra giugno e settembre 2025, sono stati messi a punto alcuni strumenti utili per la presa in carico di cittadini/e di Paesi terzi all’interno dei Centri per l’impiego e, nello specifico:
- Laboratorio informativo propedeutico alla presa in carico sui temi dei principali diritti di lavoratori e lavoratrici e sui servizi offerti dai Centri per l’impiego;
- Colloquio di orientamento, volto a individuare competenze, condizioni di vulnerabilità e obiettivi degli utenti.
Per entrambi questi strumenti sono stati organizzati momenti di formazione online e successivamente in presenza in ciascuna provincia, rivolti agli operatori dei Centri per l’Impiego.
Tutti i materiali, le registrazioni delle formazioni e le linee guida per il loro corretto utilizzo sono ora disponibili nell’Academy dell’ente a disposizione di tutto il personale.
Sempre con la finalità di informare in modo capillare i lavoratori, sono inoltre stati realizzati video informativi in italiano, inglese e francese sui diritti di lavoratori e lavoratrici e sui servizi offerti del Centro per l’impiego. I video sono stati pubblicati sia sul canale youtube di Veneto Lavoro che sul sito di progetto ed è in calendario una diffusione tramite social a cura di Veneto Lavoro.
Durante l’ultima fase di progetto, Veneto Lavoro ha supportato la ricerca-azione, che si è articolata attraverso una serie di focus-group con gli operatori dei Centri per l’Impiego di ciascuna provincia e con un focus di restituzione finale, che è culminata nella predisposizione delle Raccomandazioni.
Infine, Veneto Lavoro ha curato l’organizzazione dell’evento finale di progetto per il Veneto, che ha avuto luogo il 2 luglio 2025 presso il Palazzo Grandi Stazioni della Regione del Veneto. L’evento ha rappresentato un’occasione importante per restituire i risultati raggiunti nell’ambito del progetto, per approfondire il ruolo dei servizi pubblici per l’impiego come spazi di prevenzione ed emersione dello sfruttamento e per aprire un ragionamento rispetto al futuro.



