Mercato del lavoro
Pubblicazione:
22 maggio 2026

Il mercato del lavoro veneto nel mese di aprile

Il saldo del 2026 è positivo e superiore a quello dello scorso anno, crescono le assunzioni

Il primo quadrimestre del 2026 si chiude con un bilancio positivo per il mercato del lavoro regionale e pari a +42.000 posizioni di lavoro dipendente privato, risultato più favorevole rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, dove erano +40.700, ma inferiore ai livelli del 2024 (+45.800).

Un risultato significativo se si considera il permanere sullo scenario internazionale di forti tensioni geopolitiche, aggravate negli ultimi mesi dai timori per le difficoltà di approvvigionamento energetico e per il rialzo del prezzo del petrolio legati alla crisi dello Stretto di Hormuz. In questo contesto, il mercato del lavoro veneto ha mantenuto una buona dinamicità, facendo registrare i valori più alti dal 2019 sia in termini di assunzioni (227.300) che di cessazioni (185.300, delle quali 99.300 per fine termine).

A favorire questi risultati sono stati i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che, insieme ai picchi di contratti di breve durata per lo svolgimento di attività cinematografiche nel veneziano, hanno generato un significativo incremento di contratti a tempo determinato nel periodo, facendo chiudere questa tipologia contrattuale con un bilancio di +30.100 posizioni di lavoro a fronte delle +26.900 del 2025. In rallentamento, invece, i contratti a tempo indeterminato che, nonostante un parziale recupero ad aprile, hanno risentito del calo delle qualificazioni e trasformazioni di contratti a termine (-7%), chiudendo con un saldo positivo (+11.400) ma inferiore al 2025 (+13.700), mentre si mantiene stabile, pur con volumi molto inferiori, il bilancio dei contratti di apprendistato (+470 contro i +120 del 2025).

Il generale aumento del numero di assunzioni (+5%) da inizio anno è trasversale a tutti i sottogruppi demografici (in particolar modo per i senior, +12%) e ad entrambi i generi, riguardando soprattutto l’attivazione di contratti a tempo pieno, che crescono del +6% per gli uomini e del +8% per le donne. Più contenuto, invece, il numero di nuove assunzioni a tempo parziale (+1%, +3% per gli uomini), dinamica che porta ad una riduzione dell’incidenza del part-time sulle nuove assunzioni (30,7% contro il 31,8% del biennio precedente) che rimane comunque elevata, riguardando poco più di un’attivazione su cinque per gli uomini e quasi una su due per le donne.

Da un punto di vista territoriale i saldi occupazionali da inizio anno sono positivi in tutte le province ad eccezione di Belluno (-3.700), dove è tipicamente negativo a causa della chiusura della stagione turistica invernale. Bilanci positivi ma in peggioramento a Vicenza (+1.700, rispetto ai +1.900 del 2025 e +2.750 del 2024) e Treviso (+2.000, rispetto ai +2.600 del 2025 e +3.400 del 2024), bene invece Verona, dove cresce la domanda di lavoro portando ad un bilancio più favorevole rispetto a quello registrato nel biennio precedente (+17.500, rispetto ai +15.200 del 2025 e +15.700 del 2024).

Positivi e in miglioramento sul 2025 anche i bilanci occupazionali di tutti e tre i macro settori: +5.700 agricoltura (+4.900 nel 2025), +7.200 industria (+6.800 nel 2025) e +29.200 i servizi (+29.000 nel 2025). In particolare, il settore primario recupera un andamento fino a quel momento leggermente più lento (soprattutto a gennaio e febbraio) rispetto all’anno precedente, grazie alla performance registrata nel mese di aprile, dove si assiste ad una crescita delle assunzioni (+12%) e ad un contestuale calo delle cessazioni (-7%). Dinamica simile per quando riguarda il settore industriale, dove ad aprile aumentano le assunzioni (+5%) e calano le cessazioni (-5%), portando ad un bilancio mensile di +1.500 posti di lavoro quasi ai livelli del 2024 (+1.800) e nettamente superiore al 2025 (+300). Nello specifico, a crescere sono soprattutto metalmeccanico (+2.800, rispetto ai +2.050 del 2025 e +1.700 del 2024) e made in Italy (+1.000 contro i 450 del 2025), accompagnati da una crescita della domanda di lavoro rispettivamente del +6% e +3%. Prosegue invece il rallentamento del settore edile (+2.500 contro i +3.400 del 2025), che risente di un calo delle assunzioni (-5%, seppur in leggera ripresa ad aprile) condizionato anche dalle incertezze sui possibili rialzi dei costi di materie prime per l’edilizia, dei trasporti e dell’energia, oltre al rischio di carenze nella catena degli approvvigionamenti. Infine, per quanto riguarda il terziario, il saldo del quadrimestre è perfettamente in linea con quello dell’anno precedente e diffusamente positivo per tutti i comparti, pur registrando una maggiore dinamicità dettata dai maggiori volumi nel numero di cessazioni (+9%) e assunzioni (+7%), queste ultime concentrate esclusivamente in servizi turistici (+4%), pulizie (+9%), sanità e servizi sociali (+3%) ed editoria e cultura (+279%, seppur con contratti di breve e brevissima durata per attività di produzione cinematografica).

Tutti i dati sull’andamento del mercato del lavoro veneto nel mese di aprile sono disponibili nella Bussola di Veneto Lavoro alla pagina osservatorio.venetolavoro.it/la-bussola.

 

Infografica Bussola maggio 2026 
 

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