Mercato del lavoro
Pubblicazione:
15 luglio 2026

Il mercato del lavoro veneto nella prima metà del 2026

Oltre 76 mila posti di lavoro in più da inizio anno, crescono anche le assunzioni

Nel primo semestre 2026 il mercato del lavoro veneto ha registrato un saldo positivo e più favorevole di quello del 2025, con una crescita di 76.500 posti di lavoro dipendente a fronte dei +75.400 dell’analogo periodo dello scorso anno. La maggior parte dei nuovi contratti sono a tempo determinato (+61.900), mentre quelli a tempo indeterminato risultano 13.000 in più a fronte dei +16.900 della prima metà del 2025. L’apprendistato si mantiene in linea con i livelli dell’anno scorso (+1.600).

In aumento anche la domanda di lavoro (+3%), che ha interessato i lavoratori di entrambi i generi e, in particolare, quelli più maturi (+8%). L’incidenza del part-time sul totale delle assunzioni si mantiene elevata (31,8%), ma in lieve calo per le donne (46,4%). Crescono anche le cessazioni (+4%), soprattutto quelle per fine termine (+10%) e, in misura più lieve, licenziamenti disciplinari (+4%) ed economici individuali (+1%). In calo invece licenziamenti collettivi (-10%) e dimissioni (-2%).

Il bilancio dei primi sei mesi dell’anno è positivo in tutte le province, ma generalmente inferiore rispetto al 2025 (ad eccezione di Verona e Rovigo). Nel dettaglio, la crescita dei posti di lavoro si concentra nelle province di Venezia (+37.868) e Verona (+25.592), mentre saldi più contenuti si registrano a Padova (+4.332), Rovigo (+3.411), Vicenza (+2.919), Treviso (+2.219) e Belluno (+170). La domanda di lavoro si riduce leggermente a Treviso e Padova, mentre cresce a Venezia (soprattutto nelle attivazioni di contratti di breve durata in ambito cinematografico), a Belluno (dove a gennaio si era registrato un incremento delle assunzioni di hostess e steward legato all’avvio dei Giochi Olimpici Invernali) e a Verona. Nel mese di giugno, che a livello regionale mostra un lieve rallentamento, le uniche province a mostrare un aumento delle assunzioni sono Verona e Vicenza.

Dal punto di vista settoriale, il 2026 fa registrare un miglioramento nel settore primario, dove aumentano sia il saldo (+9.200 posizioni lavorative) che le assunzioni (1,1%). Il bilancio è positivo ma meno favorevole del 2025, invece, nell’industria (+9.000) e nei servizi (+58.200). Il rallentamento del settore industriale è attribuibile quasi esclusivamente all’andamento delle costruzioni, che registrano un bilancio occupazionale pari a +2.800 posizioni di lavoro, in netto ridimensionamento rispetto all’analogo periodo del 2025 (+4.400), e un calo delle assunzioni pari al 7%. Saldi e assunzioni in crescita invece nel metalmeccanico (+3.100 posti di lavoro, con un aumento delle assunzioni del 3,4%) e nel made in italy, dove andamenti particolarmente positivi si osservano nell’industria alimentare, nell’occhialeria e nel tessile-abbigliamento (quest’ultimo, tuttavia, con un saldo lievemente negativo). Nel terziario, nonostante il rallentamento registrato nel mese di giugno, il turismo continua a fare da traino alla crescita occupazionale, con valori molto vicini a quelli dello scorso anno. Dinamiche positive anche nel commercio al dettaglio, nella logistica e nei servizi di pulizia.

Tutti i dati sull’andamento del mercato del lavoro veneto nella prima metà del 2026 e nel mese di giugno sono disponibili nella Bussola di Veneto Lavoro alla pagina osservatorio.venetolavoro.it/la-bussola.

 

Infografica Bussola luglio 2026 
 

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