Mercato del lavoro
Pubblicazione:
19 giugno 2026

Il mercato del lavoro veneto nel mese di maggio

Bilancio occupazionale positivo e superiore a quello registrato lo scorso anno

Prosegue la fase positiva del mercato del lavoro veneto, che nei primi cinque mesi del 2026 fa registrare un saldo di +59.200 posizioni di lavoro dipendente, grazie soprattutto alle dinamiche occupazionali osservate nei mesi di marzo e maggio, e un incremento delle assunzioni pari al +4%, sebbene si tratti di un risultato condizionato dall’aumento dei rapporti di brevissima durata nelle attività di produzione cinematografica.

La crescita occupazionale è sostenuta soprattutto dai contratti a tempo determinato (+46.300 tra gennaio e maggio), favoriti dalle dinamiche stagionali e dall’incremento delle assunzioni nel turismo, mentre continua a ridursi il contributo del tempo indeterminato (+11.800), inferiore a quello dello scorso anno. L’aumento della domanda di lavoro interessa i lavoratori di entrambi i generi e, in particolare, quelli in età più matura (10%). L’incidenza del part-time sul totale delle assunzioni rimane elevata (31,1%), ma in lieve diminuzione, specie per le donne (dal 47,3% al 45,9%).

Il bilancio dei primi cinque mesi dell’anno è positivo in tutte le province, ad eccezione di Belluno dove si registra un saldo tipicamente negativo per il periodo (-2.800) per effetto della conclusione della stagione turistica invernale, che comporta la chiusura di molti rapporti di lavoro attivati nei mesi precedenti. Rispetto allo scorso anno il saldo è in miglioramento a Venezia (+30.300), dove cresce anche la domanda di lavoro, Verona (+21.200) e Rovigo (+2.500), e in peggioramento a Padova (+4.200), Vicenza (+1.900) e Treviso (+1.800).

Andamento generalmente positivo anche dal punto di vista settoriale. Il terziario continua a rappresentare il principale motore dell’occupazione: l’andamento del mese di maggio (+16.200 posti di lavoro), contribuisce alla crescita registrata nel settore nel corso del 2026 (+45.300), con il turismo a fare da traino e andamenti positivi anche nei servizi di pulizia e nel comparto dell’editoria e della cultura. L’agricoltura registra un saldo (+7.300) leggermente superiore a quello del 2025, grazie a un calo delle cessazioni (-3%).

Prosegue invece il rallentamento nell’industria, sulla quale pesa uno scenario economico fortemente condizionato dalle crisi geopolitiche internazionali che hanno aumentato il clima di incertezza e che, unite alle difficoltà nel reperimento della manodopera e delle professionalità necessarie, hanno condizionato le scelte aziendali. A maggio il saldo del settore diventa negativo, con una perdita di 330 posizioni lavorative che contribuisce al ridimensionamento della crescita occupazionale nei primi cinque mesi dell’anno (+6.800 rispetto a +7.400 di un anno fa). Il rallentamento interessa soprattutto il comparto edile (-7% di assunzioni), che negli ultimi anni aveva registrato andamenti particolarmente positivi grazie soprattutto agli incentivi del Superbonus e all’avvio degli interventi finanziati dal PNRR, salvo poi rallentare tra il 2025 e il 2026. Assunzioni in calo anche nell'industria conciaria (-12%), nella chimica-plastica (-4%) e nel legno-mobilio (-2%). Saldo negativo nel sistema moda (tessile, abbigliamento e calzature). Lieve miglioramento nel metalmeccanico, sia in termini di assunzioni che di variazione dei posti di lavoro, e nelle aziende dell’automotive.

Tutti i dati sull’andamento del mercato del lavoro veneto nel mese di maggio sono disponibili nella Bussola di Veneto Lavoro alla pagina osservatorio.venetolavoro.it/la-bussola.

Infografica Bussola Veneto Lavoro giugno 2026 
 

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