Produttività e competitività del Veneto: pubblicato il rapporto OCSE
Il Veneto si conferma una delle principali locomotive industriali europee, ma servono investimenti in competenze e innovazione
Il Veneto si conferma una delle locomotive industriali d’Europa, che contribuisce per il 9,5% al PIL italiano e con un settore manifatturiero che rappresenta oltre il 34% del valore aggiunto lordo e il 25% dell’occupazione. Negli ultimi vent’anni, però, la crescita della produttività del lavoro è rimasta sostanzialmente invariata, creando un divario significativo rispetto a regioni europee comparabili che nel 2005 presentevano livelli di produttività analoghi.
È quanto emerge dal nuovo rapporto OCSE sulla produttività e competitività del Veneto "Rebooting Veneto’s competitiveness through productivity growth", realizzato dal Laboratorio per la Produttività Territoriale del Centro OCSE di Trento per lo Sviluppo Locale, in collaborazione con Veneto Lavoro, e presto disponibile anche in lingua italiana.
L'analisi evidenzia che nonostante tale dinamica di crescita ridotta, il Veneto il Veneto può contare su solide basi produttive, un mercato del lavoro in buona salute e una significativa capacità di generare conoscenza.
La regione mantiene una buona competitività internazionale, anche per effetto di una crescita salariale più contenuta. La retribuzione media per dipendente, già inferiore del 28% rispetto alle regioni concorrenti nel 2005, nel 2024 registrava un divario del 37%. Nel lungo periodo però salari troppo bassi possono ridurre la capacità di attrarre e trattenere lavoratori qualificati e indebolire gli incentivi a investire in capitale umano. La priorità è quindi rafforzare la produttività, così da permettere anche una crescita più solida dei salari.
Il mercato del lavoro veneto gode di buona salute, con tassi di occupazione e disoccupazione migliori della media italiana e in linea con molte regioni europee simili, ma con un rilevante gap nel livello di istruzione e competenze, comprese quelle digitali. Nel settore manifatturiero, meno del 10% dei lavoratori è impiegato in occupazioni legate alla ricerca e sviluppo, all’ICT e al marketing, mentre sono oltre il 20% nelle regioni simili. Il rapporto richiama inoltre attenzione sul tema del mismatch lavorativo, evidenziando un elevato disallineamento tra competenze disponibili e competenze richieste.
Il rapporto analizza, infine, le implicazioni della transizione verde per il mercato del lavoro regionale. Circa un quarto della forza lavoro veneta è occupato in settori vulnerabili ai cambiamenti legati alla decarbonizzazione, mentre nel 2025 quasi tre annunci di lavoro su dieci riguardano posizioni “green”, segnalando nuove opportunità occupazionali e la necessità di investire in competenze adeguate.
Secondo i ricercatori, il rafforzamento della produttività rappresenta dunque oggi una priorità per sostenere nel tempo la competitività delle imprese, attrarre talenti e favorire la crescita dei redditi. Le principali leve di intervento sono rappresentate da una maggiore integrazione tra manifattura e servizi, incremento di investimenti privati e dall'estero, migliore allineamento tra competenze e fabbisogni del mercato del lavoro.
Il rapporto "Rebooting Veneto’s competitiveness through productivity growth" è disponibile nella sezione Pubblicazioni del sito dell'OECD, www.oecd.org.



