Mercato del lavoro
Pubblicazione:
12 giugno 2026

Disabilità e lavoro: in Veneto cresce l'occupazione

L'inclusione si costruisce sempre di più con percorsi personalizzati e mirati

Sono oltre 38.000 le persone con disabilità occupate in Veneto presso le aziende soggette agli obblighi previsti dalla Legge n. 68/1999. Il dato, in crescita rispetto all'anno precedente, si inserisce in un contesto in cui, al di là dell’obbligo normativo, assume un ruolo sempre più rilevante la costruzione di percorsi personalizzati di ascolto, orientamento, accompagnamento e inserimento al lavoro costruiti insieme agli stessi utenti.

È quanto emerge dal report “L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità in Veneto”, diffuso ogni anno dall’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro e presentato oggi a Treviso in occasione di “Abili al Lavoro. Conferenza permanente regionale sulle politiche per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità”, con dati aggiornati al 2025.

L’evento, promosso con cadenza annuale da Regione del Veneto e Veneto Lavoro, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e delle parti sociali e ha rappresentato l’occasione per fare il punto sulla normativa nazionale e regionale in materia di collocamento mirato, sulle opportunità per imprese e lavoratori, e su tutte le iniziative finalizzate a favorire l'attivazione e la partecipazione attiva nel mercato del lavoro delle persone con disabilità in un contesto idoneo a valorizzarne capacità e abilità professionali.

Secondo i dati del report, al 31 dicembre 2025 i lavoratori con disabilità occupati in regione sono precisamente 38.131. Le concentrazioni più elevate si registrano nelle province di Padova (8.049, il 21% del totale), Vicenza (7.456) e Treviso (6.815, seguite da Verona (6.724), Venezia (5.873), Belluno (1.809) e Rovigo (1.405). La maggior parte degli occupati è assunta con contratto a tempo indeterminato (91%) e su chiamata nominativa (85%), ovvero attraverso l’individuazione diretta del profilo ricercato, anche con l’eventuale supporto del Centro per l’impiego di riferimento. Il 38% dei rapporti di lavoro è a part-time. I settori di impiego più frequenti sono quelli dei servizi, in particolare nella sanità, nei servizi sociali e nel commercio al dettaglio, e con qualifiche impiegatizie. Nel corso del 2025 si sono registrate 6.334 assunzioni, che hanno interessato prevalentemente cittadini italiani, persone in età compresa tra i 30 e i 54 anni e persone con disabilità di tipo fisico.

Cresce parallelamente anche il coinvolgimento delle imprese. Le aziende soggette agli obblighi di assunzione sono 13.125 e danno luogo complessivamente a oltre 49 mila posizioni riservate alle persone con disabilità, la maggior parte delle quali già coperte. Particolarmente significativa è la concentrazione degli inserimenti nelle imprese medio-grandi, che dispongono generalmente di maggiori capacità organizzative e di una più ampia possibilità di adattamento delle mansioni. Al netto di convenzioni, esoneri e altri strumenti di assolvimento parziale degli obblighi di assunzione, la stima delle posizioni lavorative da coprire è di circa 10.400 posti di lavoro, ci cui 3.700 riguardano però assunzioni già programmate in virtù di una convenzione di programma stipulata con i Centri per l’impiego.

Le persone con disabilità in stato di disoccupazione e iscritte agli elenchi del collocamento mirato dei Centri per l’impiego del Veneto sono complessivamente 25.774. Si tratta prevalentemente di persone con una disabilità di tipo fisico (52%) o psichico (35%) e con un basso livello di istruzione. Una parte consistente degli iscritti possiede potenzialità occupazionali che possono essere valorizzate attraverso adeguate azioni di orientamento, formazione e accompagnamento.

Nel corso del 2025, circa 8.700 disoccupati iscritti sono stati presi in carico dai Centri per l’Impiego e coinvolti in attività di orientamento specialistico, formazione e incontro tra domanda e offerta di lavoro nell’ambito delle specifiche misure previste dal Programma GOL. Circa 1.200 (quasi 5.700 nell’arco dell’ultimo triennio) sono invece state interessate dal cosiddetto “Voucher rafforzato”, finanziato con le risorse del Fondo regionale per l’occupazione delle persone con disabilità, attraverso il coinvolgimento in progetti centrati prevalentemente sulla formazione e la remunerazione dell’indennità di tirocinio. Con oltre 4.500 attivazioni nell’anno, proprio i tirocini si confermano uno strumento sempre più rilevante per favorire l’occupabilità e l’inclusione delle persone con disabilità, in particolare quelli di inclusione sociale, rivolti a persone con disabilità con capacità potenziali o residue, seguite dai Servizi di Integrazione Lavorativa delle ULSS.

A distanza di quattro anni dall’ingresso in disoccupazione e dall’iscrizione alle liste del Collocamento Mirato, il 58% delle persone con disabilità risulta essere occupato, per lo più con un contratto a tempo indeterminato. Poco meno di mille sono le persone che, pur non risultando occupate dopo quattro anni, hanno comunque avuto uno o più rapporti di lavoro nel periodo considerato, mentre un altro migliaio (pari al 22% del totale) risulta non aver attivato alcun rapporto di lavoro nei quattro anni successivi. Le maggiori difficoltà di inserimento sono attribuibili più frequentemente a persone con disabilità psichiche o intellettive e a percentuali di invalidità più elevate.

Il report contiene inoltre un approfondimento qualitativo dedicato all’analisi dei casi di inserimento lavorativo seguiti dai Centri per l’impiego del Veneto. Secondo le esperienze raccolte, il successo dei percorsi di inclusione sembra dipendere dalla capacità di costruire nel tempo relazioni di fiducia, percorsi personalizzati e condivisi tra utenti, operatori, imprese e servizi territoriali, che spesso non si concludono con l’assunzione ma prevedono percorsi di affiancamento anche dopo l’inserimento in azienda. Con un’attenzione che si sposta sempre di più dal semplice rispetto quantitativo di un obbligo alla qualità dell’inserimento lavorativo. In questo quadro assumono un ruolo sempre più importante gli accomodamenti ragionevoli, ovvero gli adattamenti organizzativi, di mansioni, strumenti o ambienti di lavoro che consentono di valorizzare le capacità della persona e favorirne una piena partecipazione alla vita lavorativa.

Il report “L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità in Veneto – anno 2025” è disponibile nella sezione dedicata del portale dell’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro osservatorio.venetolavoro.it/tartufi.

 

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