Il mercato del lavoro veneto nel mese di settembre
L’anticipo della stagione vitivinicola ad agosto fa registrare un bilancio occupazionale mensile meno favorevole rispetto alle annate precedenti
In Veneto nei primi nove mesi del 2026 il mercato del lavoro dipendente privato ha ottenuto una crescita occupazionale di +62.800 posti di lavoro, un risultato meno favorevole rispetto a quanto registrato nel medesimo periodo dal 2021 in poi. Il singolo mese di settembre chiude con un saldo tipicamente negativo (-9.200) dovuto alla fine della stagione turistica estiva, ma peggiore rispetto al 2025 (-2.400). Un rallentamento legato in buona parte all’avvio anticipato della stagione vitivinicola, che ha portato le imprese del settore ad effettuare già ad agosto le assunzioni solitamente previste per settembre, con il conseguente anticipo anche della fine delle attività e l’aumento delle cessazioni nel mese del +3%.
Il periodo tra gennaio e settembre ha evidenziato una buona dinamicità del mercato del lavoro regionale, caratterizzato sia da un aumento delle cessazioni (436.000, +3%), soprattutto per fine termine (+7%) a fronte di una riduzione di quelle per dimissioni (-2%) e licenziamenti collettivi (-11%), sia una crescita globale del numero di assunzioni (+2%), che hanno raggiunto quota 498.900. Di queste nuove attivazioni 384.400 sono a tempo determinato, in aumento del 3% rispetto al 2025. Il bilancio per questa tipologia contrattuale è positivo (+49.900) e più favorevole rispetto al 2025 (+48.200), mentre è in flessione quello del tempo indeterminato (+15.000 contro i +20.500 del 2025), a causa del contemporaneo calo di nuove attivazioni (-3%) e di trasformazioni/qualificazioni (-5%). Chiude col segno meno invece l’apprendistato (-2.100), con un saldo comunque migliore rispetto al 2025 (-2.300).
Il generale aumento delle assunzioni ha riguardato trasversalmente tutte le componenti socio-anagrafiche, in particolare senior (+3%) e stranieri (+3%), e i lavoratori di entrambi i generi. Per le donne a crescere sono stati soprattutto i contratti full-time (+3%) a fronte di una leggera riduzione di quelli a orario ridotto (-1%), che hanno invece coinvolto maggiormente la componente maschile (+3%). La quota di contratti part-time sul totale delle assunzioni, che interessa quasi una nuova posizione lavorativa su tre, scende rispetto al 2025 per le donne dal 48,3% al 47,3%, mentre aumenta di poco per gli uomini, dal 22,6% al 22,8%.
Da un punto di vista territoriale, i volumi di assunzioni sono calati a Treviso (-5%), Rovigo (-2%), Padova (-1%) e Vicenza (-1%), mentre hanno registrato una crescita a Venezia (+7%), legata in parte ai contratti di breve durata in ambito cinematografico di inizio anno, e nei territori che hanno ospitato gli eventi dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, ovvero Belluno (+2%) e Verona (+2%). Bilanci occupazionali positivi in tutte le province venete ad eccezione di Belluno, condizionata dalle consuete dinamiche stagionali.
Il saldo gennaio-settembre si conferma positivo per tutti e tre i macro settori: +16.100 agricoltura (+18.500 nel 2025), +7.800 industria (+9.400 nel 2025) e +38.900 servizi (+38.400 nel 2025). Per il settore primario e secondario i bilanci meno favorevoli rispetto ai primi nove mesi dell’anno precedente sono entrambi riconducibili al calo delle assunzioni rispettivamente del -5% e del -2%. Nel primo caso, come visto, il rallentamento è in parte dovuto ad una diversa calendarizzazione delle attività stagionali, mentre nel settore industriale a incidere maggiormente è stata la riduzione del -8% degli avviamenti nell’edilizia, che porta ad un bilancio (+2.300) ridimensionato rispetto all’anno precedente (+4.500). In linea con il 2025 il saldo occupazionale del metalmeccanico (+2.600), comparto che vede crescere le assunzioni (+3%), spinte da quelle per la produzione di apparecchi meccanici (+5%), particolarmente richiesti per la realizzazione di componenti per le infrastrutture dell’intelligenza artificiale. Bene anche il made in Italy, che chiude con un bilancio positivo (+1.900) e più favorevole rispetto al 2025 (+1.200) complice un aumento delle attivazioni (+2%) trasversale a tutti i comparti ad eccezione di quello della concia (-15%) e del legno-mobilio (-1%). Assunzioni in crescita anche nel terziario (+4%), settore che conferma in Veneto il suo ruolo trainante nell’espansione occupazionale, con un bilancio largamente positivo (+38.900 contro i +38.400 del 2025), risultante dai diversi andamenti dei vari comparti, con alcuni che hanno mostrato una crescita occupazionale come turismo, commercio al dettaglio, logistica, servizi di pulizia e finanziari, e altri che hanno invece avuto una flessione rispetto all’anno precedente, come commercio all’ingrosso, sanità, attività professionali, servizi informatici e di supporto alle imprese.
Tutti i dati sull’andamento del mercato del lavoro veneto nel mese di settembre e nel corso del 2026 sono disponibili nella Bussola di Veneto Lavoro alla pagina osservatorio.venetolavoro.it/la-bussola



