Il mercato del lavoro veneto nel mese di marzo
Menù di navigazione
Briciole di pane
Aggregatore Risorse
Indietro Il mercato del lavoro veneto nel mese di marzo
Nel primo trimestre 2026 il bilancio occupazionale del mercato del lavoro veneto risulta positivo per 23.100 posizioni di lavoro dipendente e più favorevole di quello registrato nel 2025 (+21.500), grazie soprattutto all’andamento osservato a marzo. L’ultimo mese mostra infatti un saldo particolarmente positivo (+16.100), anche per effetto della ricorrenza delle festività pasquali, che tipicamente segnano l’avvio della stagione turistica e il cui anticipo rispetto allo scorso anno ha comportato una concentrazione delle attivazioni contrattuali negli ultimi giorni di marzo.
La domanda di lavoro si rivela in crescita sia nel mese di marzo (+11%) che nell’intero trimestre (+6%), interessando in particolare donne e lavoratori over 64. L’incidenza del part-time rimane elevata (29,6% del totale delle assunzioni), ma in lieve calo rispetto al 2025 sia per gli uomini (da 20,2% a 19,5%) che per le donne (da 47,7% a 45,6%). In crescita anche le cessazioni contrattuali, specie per quanto riguarda quelle per fine termine e, in misura più lieve, i licenziamenti collettivi.
Dal punto di vista contrattuale, il bilancio del tempo indeterminato è positivo (+8.900), in linea con i risultati del 2024 ma inferiore a quello del 2025 (+11.300). Il tempo determinato risente delle ricorrenze stagionali e dell’aumento delle assunzioni dell’ultimo mese, facendo registrare un saldo positivo e migliore di quello dell’anno scorso (+14.200), mentre l’apprendistato mostra una sostanziale stabilità.
Il bilancio trimestrale è positivo in tutte le province, ad eccezione di Belluno, dove il saldo è tipicamente negativo per effetto della conclusione della stagione invernale e quest’anno determinato anche delle cessazioni contrattuali connesse ai recenti Giochi Olimpici. I saldi sono in peggioramento a Treviso, Venezia e Vicenza, mentre a Padova e Verona si registra un miglioramento e a Rovigo un saldo stabile.
Anche a livello settoriale i bilanci sono positivi in tutti e tre i macro-settori ma con andamenti differenziati. L’agricoltura mantiene un saldo, seppur positivo, leggermente inferiore a quello del 2025 (+3.200 posti di lavoro dipendente nel trimestre), nonostante il miglioramento registrato a marzo. Nel terziario invece il bilancio è più favorevole dello scorso anno (+14.000 contro +11.700), con un incremento delle assunzioni particolarmente rilevante nei servizi turistici, per le ricorrenze stagionali evidenziate, e nel comparto dell’editoria e cultura, caratterizzato dai picchi di contratti di breve e brevissima durata legati alle attività di produzione cinematografica nel veneziano. Per il settore industriale l’inizio del 2026 conferma il trend di rallentamento della crescita occupazionale osservato nel corso del 2025. I ritmi di crescita particolarmente sostenuti registrati nel periodo post pandemico sembrano infatti essersi esauriti, mostrando una normalizzazione delle dinamiche occupazionali. Si acuiscono le tensioni sul fronte del reperimento della manodopera e delle professionalità necessarie in un contesto demografico sfavorevole e in uno scenario economico ancora incerto. In particolare, le costruzioni mostrano un saldo trimestrale in peggioramento (+2.000) e un calo significativo delle assunzioni (-7%). La domanda di lavoro cresce invece nel metalmeccanico (+3%), automotive compreso, e in alcuni comparti del made in italy, che complessivamente fa registrare un +4% delle assunzioni, con andamenti positivi nell’alimentare, tessile-abbigliamento e occhialeria, e meno favorevoli nell’industria del legno-mobilio, dell’oreficeria e del vetro.
>>> Scarica la Bussola sul mercato del lavoro veneto nel mese di marzo 2026
>>> Vai ai numeri precedenti della Bussola